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Martedì
17 Marzo 2020

Montagna, proiezione di un mondo interiore

Ci sono artisti che, come l’amato Kirchner, avvertivano l’urgenza di ritrarre paesaggi ed esseri umani contrassegnati dall'eccesso delle emozioni, dal mal di vivere, dalla sensibilità estrema. Kirchner amava la montagna e la dipingeva più come proiezione del mondo interiore che come fuga idillica o buen retiro. I critici hanno definito questa pulsione espressionismo, a noi comuni mortali sembra, invece, più un’energia vitale che ci permette di sentirci parte integrante di un ambiente intriso di natura. Fatto di natura. Perciò amare la montagna, oggi più che mai, è una necessità e non un semplice desiderio individuale ed egoistico che mira a sfruttare il territorio, a cementificarlo, per pura bramosia e tornaconto economico.