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Giovedì
09 Luglio 2020

Che zuppa!

Il 9 luglio del 1962 il trentaquattrenne Andy Wharol tiene la sua prima mostra personale alla galleria Ferus di Los Angeles. È la gallerista Muriel Latow a suggergli di puntare su qualcosa che potesse trasmettere al pubblico il senso più autentico della quotidianità. Il giovane artista di Pittsburgh sviluppa così l’idea che gli avrebbe spalancato il mondo, realizzando 32 dipinti con altrettante lattine di zuppa di una nota marca, nei diversi gusti e colori.

Nel ‘900 l’arte prende strade completamente diverse rispetto ai tempi e ai secoli precedenti, e dal dopoguerra in poi, soprattutto in America, diventa il momento di esibizione splendente ed esemplare del sogno mercificato, la pratica alta che mette sulla scena del linguaggio comune lo stile basso delle immagini prodotte dai sistemi di comunicazione di massa, dalla pubblicità e dagli altri strumenti di persuasione occulta ed esplicita dell’industria.

Andy Warhol è l’artista della pop art che meglio interpreta questa tendenza, colui che cerca di dare classicità all’oggetto di consumo. È una sorta di Raffaello della società di massa americana. E con le sue opere-merce ha dato vita a uno stile che permea ancora oggi ogni aspetto della nostra vita di consumatori.