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Lunedì
15 Giugno 2020

Jì en Jeunn

Jì en Jeunn, andiamo a Sabiona. Ogni tre anni centinaia di uomini badioti si mettono in cammino nel mese di giugno alla volta della montagna sacra, il monte Sabiona sopra Chiusa, in un pellegrinaggio che si perpetua nei secoli, dato che è certo che la processione è ben più antica della sua prima menzione in un documento scritto 503 anni fa. Il monte Sabiona ospita un celebre e meraviglioso monastero, chiamato anche Acropoli del Tirolo, per via di ragioni storiche, archeologiche e artistiche che meritano grande attenzione. Il monastero è l’emblema da secoli della Valle Isarco e da più di 300 anni è un monastero benedettino, anche se la sua storia inizia molto tempo prima. La zona era già insediata all’età della pietra e sul luogo dove oggi si erge il monastero si trovava un insediamento tardo-romanico; i resti archeologici reperiti durante gli scavi testimoniano che sin dai tempi antichi proprio da qui si sparse la fede cristiana in tutta la regione alto atesina. Sulla rupe si trovano quattro cappelle: la Chiesa delle Vergini, la Cappella delle Grazie, la Torre di San Cassiano e la Chiesa Santa Croce che per oltre quattrocento anni è stata la Sede vescovile prima di essere spostata a Bressanone. Dove si trova la piccola Cappella delle Grazie un tempo c’era la più antica chiesa della rupe di Sabiona, la cui sagrestia custodiva una fonte battesimale scavata nella roccia viva, risalente alla seconda metà del IV secolo e attribuibile ad un insediamento tardo-romanico: nella cappella di costruzione pre-romanica e romanica rimangono soltanto l'abside circolare con l'arco trionfale e parte del muro perimetrale orientato a sud. Le monache benedettine che abitano ancora oggi, in assoluta clausura, il monastero sul monte conferiscono a Sabiona una forte aurea spirituale. Perciò caro ospite pellegrino, mettiti in viaggio verso Sabiona, il cuore si farà più leggero e lo spirito volerà alto.