This is not a cliché.

Le storie di Aprile

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03 Aprile 2020

La Cavaliera Azzurra

Dietro a Der Blaue Reiter (Cavaliere azzurro), il movimento artistico fondato nel 1911 da un gruppo di artisti a Monaco di Baviera e capeggiato nientemeno che da Wassily Kandinskij, c’è una donna. E che donna. Il suo nome è Gabriele Münter, una delle protagoniste più interessanti della scena creativa del primo Novecento. Gabriele è audace, moderna, dalla mente aperta, grande viaggiatrice e sperimentatrice. Amante del nuovo che avanza, si è sempre sottratta alle rigide convenzioni imposte dalla società del primo Novecento. Per questo ci piace. E ci piace anche per il suo eclettismo che la porta a essere fotografa, pittrice e in un certo senso collezionista. Grazie alla sua tenacia, molte opere di Wassily, amante e compagno per lungo tempo, si salvano dalla barbarie nazista. È giusto però andare oltre il cliché che la vuole incollata all’immagine di “compagna di Kandinskij”, perché Gabriele è molto di più. Non solo è portavoce dell’Espressionismo tedesco, è soprattutto una donna libera in un mondo fatto di uomini. Autentica cavaliera dal carattere determinato, sostenuta da una personalità eclettica che le ha impedito di lasciarsi strumentalizzare dagli innumerevoli ideali politici dell’epoca, Gabriele ha incarnato in un secolo spesso buio, fosco e crudele l’ideale di donna non imbrigliata dalle pastoie del maschilismo imperante. Ci piaci Gabriele, molto.