This is not a cliché.

Le storie di Aprile

L M M G V S D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
Ieri
Domani
Ogni giorno una storia
12
Oggi
12 Aprile 2021

Albergo Posta Marcucci

La memoria, che spesso gioca con noi facendo finta di abbandonarci e, peggio ancora, di ingannarci, a volte ci sorprende con dei momenti di silenziosa e forte gioia interiore. È la memoria che ci riporta l’immagine e il respiro di un paesaggio e la bellezza di colori goduti in stagioni passate.

È la memoria, a volte così instabile e sbarazzina, che ci fa venire voglia di prendere su e abbandonare tutto. Perché se la mente, o il cuore e i polmoni e l’animo tutto sono attraversati improvvisamente da un ricordo, un’emozione, un sentimento, vuol dire che la memoria ha voglia di pungerci, di stimolarci, di invogliarci a partire. La memoria è spesso e volentieri figlia del caso: prende spunto da ciò che ci sta intorno per far sentire la sua voce. Basta guardare fuori dalla finestra e vedere le foglie del solito albero più verdi del normale che in mente sale il ricordo di qualcosa di bello.

Come la primavera in Val d’Orcia, ad esempio. Con quei colori meravigliosi, struggenti, che fanno sentire in equilibrio perfino questo mondo così dissennato. Come le acque benefiche del Posta Marcucci, a Bagno Vignoni, deliziosa dimora dello stare bene. Con tutte quelle persone che si adoperano perché tutto non solo sia in ordine ma abbia un ordine preciso, un senso che riconduca alla pace, alla grazia, alla gentilezza. Mentre sei nella vasca a godere di un calore che penetra fino nelle ossa, tutt’intorno cipressi, ulivi, pini marittimi, lecci, querce e colline e perfino in lontananza le vacche chianine ti salutano lievi. Mentre i pensieri scivolano nell’acqua, il giardiniere fa il suo lavoro, le ragazze del chiosco pure, così come le signore ai piani, la brigata in cucina, quelli del ricevimento si danno da fare e nella veranda ristorante c’è chi sistema tutto a dovere. Mentre tutto scorre con lentezza, nel bar verde suona il giradischi, nelle sale rosse riviste libri e quotidiani fanno capolino sui tavoli bassi in legno e i merli saltano in giardino. Mentre l’acqua scorre benefica nelle vasche, nella spa tutto è pronto per trattamenti che hanno a che fare con un salutare abbandono e le stanze dell’acqua sono un riparo alle inquietudini e tutto ha un respiro soave, leggero.

E allora la voglia di partire si fa immediata. Perché un soggiorno, un weekend lungo, un paio di giorni in cui il mondo sembra smettere di girare possono fare molto, molto bene. Perché al Posta Marcucci è possibile dimenticare la fretta di cui sono fatti i giorni ed è perfino possibile concedersi un bagno di stelle immergendosi di sera nelle vasche a guardare in alto, con il naso all’insù a rimirare la volta celeste che troppo trascuriamo.
Primavera al Posta Marcucci nel cuore della Val d’Orcia: uno splendido tassello da aggiungere al mosaico della nostra memoria.