This is not a cliché.

Dalla pandemia al pandemonio?

Un nuovo equilibrio più che auspicabile lo vorremmo possibile. L’anno scorso, proprio nel mese di agosto, le Dolomiti sono state teatro di assembramenti spropositati. È necessario un cambiamento nel nostro modo di essere turisti, più consapevole, responsabile e lungimirante. Certo, per uscire dalla pandemia i vaccini sono fondamentali, ma anche un cambiamento di rotta nei nostri comportamenti è più che mai opportuno per evitare che le meritate vacanze si trasformino in caos e le Dolomiti in pandemonio dell’umanità.

AGOSTO, DOLOMITE MIA NON TI CONOSCO.

Le Dolomiti d’estate sono uno spettacolo.
Perché dunque ammassarsi tutti nel mese di agosto, quando ci si incolonna sui passi e nelle cabinovie e il rombo dei motori riecheggia nelle valli fastidioso più che mai? Perciò caro ciclista, non venire nelle Dolomiti in agosto. Non ti venga in mente di fare il giro del Sella. Piuttosto vai a visitare le dolomiti sarde, montagne più vecchie delle nostre. E certo più pacifiche.

CERCO L’ESTATE TUTTO L’ANNO.

E all’improvviso eccola qua, concentrata tutta nel mese di agosto. E invece di oleandri e baobab, chilometri di file sui passi e agli impianti, senza parlare del rombo continuo dei motori a scoppio che fanno scoppiare la testa agli ospiti in cerca di aria buona. Perciò caro arrampicatore, non vorrai mica scalare le torri del Sella in agosto. Non riusciresti a sentire il compagno di cordata causa inquinamento acustico. Vai nelle dolomiti bellunesi, belle uguali e certo non meno affascinanti.

LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO.

Se davvero ami le Dolomiti, non pensare solo al mese di agosto per trascorrere qualche giorno in santa pace. Perché in quei giorni tra le colonne di auto sui passi, il rombo delle moto e la fila agli impianti di pace ce n’è assai poca. Perciò caro viandante, guai ad andare a contemplare le Tre Cime di Lavaredo in agosto. Ma lo sai che quei sette chilometri da Misurina al rifugio Auronzo sono trafficatissimi e ti costano 30 euro? Se ti piace vivere in un pandemonio dell’umanità vieni pure in agosto, ma poi non lamentarti. Piove? Non ti salti in mente di andare a Brunico. Sappi che intorno alla fontana di Trevi c’è meno caos.

PRENDERE LE FERIE NEL MESE D’AGOSTO
MI È SEMPRE PARSA UNA DECISIONE SBAGLIATA.

Chi lo sosteneva è Andrea Camilleri, e come si può dare torto a una simile affermazione? Le amate Dolomiti, ad esempio, in agosto diventano teatro di scorribande forsennate di motociclisti in piega e sui mitici passi è normale imbattersi in parate d’auto d’epoca, sportive, decapottabili e super lusso. Per non parlare delle file agli impianti di risalita e dei rifugi congestionati. Perciò caro motociclista se vuoi organizzare un moto raduno e pernottare da noi con i tuoi compari, sappi che i raduni non li vogliamo e il letto in casa non te lo prenotiamo.

TORMENTONI D’ESTATE.

All’inizio di ogni estate spuntano come funghi i brani destinati a scalare le classifiche. Sono i classici tormentoni che raggiungono l’apice nel mese di agosto per poi dileguarsi come neve al sole quando a settembre tutto torna alla normalità. Ma nelle Dolomiti da anni assistiamo a un solo e unico tormentone che si ripete sempre uguale rumoroso, inquinante e fastidioso più che mai: ‘auto in colonna e moto all’arrembaggio’ è il titolo. Perciò caro ospite che vuoi visitare i paesini e andare a San Cassiano alle cinque del pomeriggio: se ti piace stare due ore in auto allora te lo consigliamo vivamente.

FERIE D’AGOSTO.

Ferie d’agosto è il titolo di una bella commedia all’italiana di qualche decennio fa con Sabrina Ferilli e Silvio Orlando. Destra e sinistra sotto l’ombrellone e parecchie risate. Ma da queste parti nel mese di agosto il film è sempre lo stesso e c’è poco da ridere: Pienone gommato è il titolo di una commedia in cui sgasare e strombazzare è lo sport preferito dagli interpreti in colonna. Caro ospite, se vuoi vedere un altro film con le Dolomiti più autentiche come protagoniste, passa in giugno, luglio e settembre. Buona visione.

SANT’AGOSTONE.

Le Dolomiti nel mese d’agosto sono uno dei teatri più affollati in cui assistere all’infinita lotta tra il bene e il male, la luce e le tenebre, la ragione e il sentimento. Spesso e volentieri, a causa della congestione auto-motociclistica, è l’oscurità rumorosa e infernale a sovrastare ogni cosa. Ci vorrebbe un santo, un berbero di Tagaste ad esempio, per risolvere l’annosa questione e ridare amore alle montagne. Oppure decidere di transitare da queste parti negli altri mesi estivi e riempirsi di luce benedetta.