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Mercoledì,
11 Settembre 2019

Ci sono sogni che un bambino riconoscerebbe subito

Ci sono sogni che un bambino riconoscerebbe subito. Sono quei sogni in cui gli oggetti sono rinominati e investiti di vite immaginarie. Un sasso diventa un’automobile, due pezzi di legno appoggiati l’uno all’altro fanno casa, il coperchietto di una bottiglia è già un pallone. È un mondo in cui si gioca a essere qualcun altro. E allora queste caraffe sono piccole astronavi pronte a volare in cielo, la distesa di bicchieri una sfera di cristallo per indovinare il futuro e il Sassongher laggiù è la capanna degli indiani. Oh Manitù, che bello costruire un mondo di sogni a occhi aperti, proprio come fanno gli artisti che trasformano un oggetto in qualcosa che possa arricchire l’immaginazione di chi guarda. E tenergli compagnia per sempre.