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Martedì
24 Marzo 2020

Sogno di primavera

Caro ospite, s’immagini.

Fra poco le mucche torneranno al pascolo, con le loro magnifiche torte a dipingere i prati, i campanili risplenderanno alla luce del sole e i rifugi, appena usciti dal letargo, saranno di nuovo pronti a ospitarla dopo una lunga passeggiata sui sentieri della meraviglia. I fiori coloreranno i campi, spargendo profumi deliziosi in ogni dove, e addobberanno i balconi e le finestre delle nostre case. L’aria sarà pulita e il clima rilassato, perché i montanari sanno che dopo una tempesta c’è sempre la luce. Ecco noi, come tutti del resto, stiamo sognando una nuova luce che illumini la vita e riporti serenità. Lo sa che in mezzo a tutto questo trambusto, a questo dolore, a queste difficoltà c’è, tra le altre, una cosa semplice da fare? Riscoprire ciò che di splendido abbiamo vicino a noi, senza rincorrere le chimere di un esotico sempre più stereotipato, standardizzato, globalizzato. Il suono del campanaccio, il colore della genziana, l’energia che la roccia dolomitica sprigiona hanno virtù terapeutiche immense. La montagna è fonte di benessere naturale, il luogo ideale per ritrovare noi stessi in tutta tranquillità. Immergere i piedi nudi nell’acqua gelida del torrente e ritrovare il sorriso: questo è il sogno che facciamo ogni giorno in attesa che presto si avveri.