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Martedì
12 Maggio 2020

Sassicaia 1985

Il marchese Incisa della Rocchetta è un appassionato di vino, un enologo con il pallino per i vini bordolesi. Piemontese, sposa una gentildonna toscana con possedimenti a Bolgheri, amena località con i cipressi, quelli alti e schietti tanto cari a Carducci. Lì si trasferiscono e lì ben presto il marchese intuisce che fra Bolgheri e Bordeaux ci sono delle affinità, più che elettive, enologiche. Nasce così l’idea di piantare Cabernet in Maremma per vedere l’effetto che fa. Nel dopoguerra inizia a produrre un vino bordolese, il classico vino da tavola che per vent’anni sulle tavole di casa rimane, aiutato dall’enologo Giacomo Tachis. Un vino in Toscana senza Sangiovese, che stravaganza. Alcuni amici illuminati, e incantati, spingono il marchese ad ampliare il raggio d’azione ed è così che nel ’68, mentre il mondo va in subbuglio, il Sassicaia esce dalla cantina riscontrando pareri più che favorevoli. Passano altri vent’anni e il marchese è invitato a partecipare a una degustazione alla cieca a Graves, autentico baluardo della cultura enologica bordolese. A valutare la qualità delle varie bottiglie a confronto c’è anche una nota penna americana, la quale, dopo aver assaggiato la bottiglia classe 1985 portata dal marchese, dichiara: “This is not a Tuscany wine, this is a Super Tuscany Wine!”. Inizia così la leggenda del Sassicaia che ancora oggi rifulge in tutto il suo splendore.

Ps. Nella cantina di Casa abbiamo un santuario interamente dedicato al Sassicaia e qualche bottiglia dell’annata in questione. Devoti pellegrini del buon bere, siete i benvenuti.

Michele, Head sommelier