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Giovedì
28 Maggio 2020

Manuel, il rifugista

Foto: Manuel Agreiter

Si definisce rifugista e non gestore. Anche se è da trent’anni che si prende cura di uno dei più autentici rifugi delle Dolomiti, il Franz Kostner al Vallon sotto il Boè a 2600 metri di altitudine. Si può gestire un albergo, una pompa di benzina, un negozio d’abbigliamento. Ma il rifugio, secondo il suo modo di pensare, si vive. Dall’alba al tramonto e notti comprese. Da giugno a ottobre, senza scendere in valle, o quasi. Senza usare gli impianti, se non per lo stretto necessario. Due giri in elicottero, all’inizio e a fine stagione, per portare e riportare i materiali pesanti. Punto e basta. Stiamo parlando di Manuel, che è anche guida alpina e maestro di sci. Ma non cercatelo sulle piste e in mezzo al via vai della folla. Perché lui se ne sta di sicuro in qualche canalone con gli sci d’inverno e su qualche parete d’estate. La sua è pura e semplice passione: guarda la montagna da una vita e la trova ogni minuto diversa. Il giorno in cui si renderà conto che la montagna non regala più emozioni, dice che torna in valle. Ipotesi più che remota. L’estate in rifugio la vive con la moglie Cristina e il figlio Matteo, che ha la passione per la fotografia. Anche quest’anno, con le dovute distanze e nel rispetto delle norme di sicurezza. Perciò è più che opportuno andare a trovarlo: un piatto di canederli o di gulash e un buon bicchiere al Franz Kostner lo si trova sempre. E se poi si ha voglia di stare ad ascoltare un po’ di storie che sanno di roccia e di neve, di vento e di pioggia, di flora e di fauna, Manuel ne ha un mucchio da raccontare.