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Mercoledì
13 Maggio 2020

Larjëi, il bosco di larici a Longiarü

Disegno di Roswitha Asche

In Val Badia i boschi di larice hanno conosciuto nel corso del tempo diverse forme di utilizzo da parte dell’uomo. Localizzati in prossimità delle viles (a cui dedicheremo presto una pagina del diario) e nei loro dintorni, caratterizzati da una gestione agricola tradizionale, i boschi di larice, con la loro rada copertura, rappresentano ancora oggi una magnifica particolarità del paesaggio dolomitico. Il larice europeo (Larix decidua) è un albero adattatosi a crescere in zone con estati brevi, inverni rigidi e ridotta umidità dell’aria. Sopporta temperature inferiori ai 20° sotto lo zero e, dal momento che in autunno perde gli aghi, è un albero predisposto al clima continentale subalpino. Il bosco di larici di Longiarü, piccola località rurale del comune di San Martino in Badia, è tuttora uno splendido esempio di un pascolo a larici, in ladino pasciantadù o ciantadù o trou a indicare un bosco soggetto a pascolo collettivo. Per il pascolo, fin dai tempi più remoti, si scelgono boschi che offrono una buona protezione da tempeste e nevicate e, riguardo al pascolo di Longiarü, vi sono informazioni che risalgono addirittura all’XI secolo. Lo stato attuale dimostra come l’uomo lo abbia plasmato nel tempo, a testimoniare che la storia degli abitanti è qui strettamente legata a quella del bosco. Un legame indissolubile, basato su un profondo equilibrio di cui si sono conservate ancora oggi numerose tracce. Basta cercarle per scoprire un mondo che non possiamo permetterci il lusso di smarrire. Una visita ai larjëi di Longiarü è vivamente consigliata.

Ps. La Uniun Ladins Val Badia ha pubblicato un libro meraviglioso intitolato Larjëi, 1000 anni di gesione del larice nella valle di Longiarü, Alto Adige illustrato dai magnifici disegni di Roswitha Asche, vivamente consigliato.