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Martedì
28 Luglio 2020

La grande, orribile, guerra

La grande, orribile, guerra

Il 28 luglio del 1914 scoppiò la cosiddetta Grande Guerra che causò la morte di dieci milioni di soldati con oltre 21 milioni di feriti, molti dei quali rimasero gravemente segnati o menomati a vita. I civili non furono risparmiati: circa un milione morirono a causa delle operazioni militari e circa sei milioni di persone perirono per cause collaterali, in particolare carestie e carenze di generi alimentari, malattie ed epidemie come la cosiddetta influenza spagnola che mieté milioni di vittime in tutto il mondo e per le persecuzioni razziali scatenatesi durante il conflitto. Moltissimi civili perirono a causa di crimini di guerra, rappresaglie e persecuzioni razziali all'interno dei diversi paesi entrati in guerra; il diritto internazionale umanitario e la convenzione dell’Aia del 1907 furono ripetutamente violati durante il conflitto e solo la relativa ridotta estensione delle regioni occupate pose un freno alle stragi.

Tracce ben visibili di questo orribile conflitto sono riscontrabili ancora oggi nelle nostre amate Dolomiti, assurdo teatro di guerra. Lagazuoi, Monte Piana, Col di Lana sono i luoghi più vicini alla nostra Casa dove è possibile camminare e salutare col pensiero le migliaia di vittime cadute sul fronte, da una parte e dall’altra. E ancora oggi, chi inneggia alla guerra, è un assassino che non sa quel che fa. Oppure lo sa benissimo. E assassino rimane.

Un’intera nottata

buttato vicino

a un compagno

massacrato

con la sua bocca

digrignata

volta al plenilunio

con la congestione

delle sue mani

penetrata

nel mio silenzio

ho scritto

lettere piene d’amore

Giuseppe Ungaretti