This is not a cliché.

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Domenica,
30 Giugno 2019

Un microcosmo unico

Le Dolomiti sono un microcosmo unico. Alcuni filosofi sostengono che è con l’unicità che ha inizio la possibilità della bellezza. Dunque, essendo uniche, le Dolomiti sono belle. A tal punto che trasformano un piccolo frammento di mondo in qualcosa d’immenso. Non è un caso che siano diventate Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Le Dolomiti costringono senza remora alcuna a prendere atto di un’inconfutabile verità: la bellezza esiste. La bellezza, del resto, è in tutte le cose, basta saperla riconoscere. La bellezza è il centro della nostra vita, ma non è fatta a nostra immagine e somiglianza come presuntuosamente vogliamo credere.
La nostra presunzione, o avidità, o brama di potere, ci illude che della bellezza possiamo impossessarcene. E da questa illusione ne nasce un’altra: essere padroni di bellezza ci fa credere di essere padroni di noi stessi.
Illusione e presunzione vanno di pari passo con la convinzione di ritenerci belli come queste montagne fatte di guglie, ammassi rocciosi, speroni spioventi, profili dentellati. E ne vogliamo essere padroni. Ma la bellezza va oltre noi stessi e si confonde con le nuvole che circondano le cime, con il sole che le fa risplendere, con la neve che le ammanta di candido. Qui, come di fronte a ogni altra forma di bellezza, non ci vogliono padroni. Ma esseri umani capaci di condividere bellezza. Esseri umani capaci di preservare un’identità costruita nei secoli e tramandata attraverso le tradizioni e un senso di armonia che si associa al fiabesco. Spirito ladino. Che si fa ospitale quando vige il rispetto, l’inchino alle montagne, il ridimensionamento dell’ipertrofia dell’ego.
La dolcezza e la severità, l’imponenza e l’eleganza, la maestosità e la bellezza: sono rari ormai i luoghi che hanno a che fare con il sublime. Le Dolomiti sono fra questi. Proteggerle, più che un dovere, è oggi una necessità.