Il fascino di questo posto
non sta in quello che c'è
ma in quello che manca.

This is not a cliché.

Giugno 2016

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06 Giugno 2016

Una guida in casa

Il mio colore preferito è il Bianco, che ho scalato ventiquattro volte.
"Diventare guida alpina in Alto Adige è una cosa seria: sei anni ci vogliono, e tanta forza di volontà. Però a me piace così tanto vivere la montagna in tutte le sue forme, con gli sci, ramponi, piccozza, moschettoni, corde e mente libera, che la cosa non mi ha mai pesato."
La cosa buffa è che tutti mi chiamano Pippo e non sono bene il perché. Sono Pippo da sempre, fin da bambino e allora va bene così. La montagna me l’ha fatta conoscere mio padre. A cercare minerali in Val di Vizze. Siamo di Vipiteno. I minerali si cercano lontano dai sentieri, vicino alle pareti rocciose. Mentre mio padre inseguiva fra le pietre il suo mondo fatto di quarzo io iniziavo ad arrampicare. Cinque metri, poi dieci e mio padre di sotto, chino sui massi: ero bambino, non stavo mai fermo. Salivo e imparavo a scoprire una dimensione verticale. E da ragazzo sono arrivati gli anni ottanta, via i pantaloni alla zuava e su con le brache corte. Sempre più in alto. E la fortuna di incontrare personaggi forti, tosti e bravi disposti a dare una mano, un consiglio, un aiuto. Come Manolo. Così a diciotto anni inizio gli esami per fare la guida alpina. Diventare guida alpina in Alto Adige è una cosa seria: sei anni ci vogliono, e tanta forza di volontà. Però a me piace così tanto vivere la montagna in tutte le sue forme, con gli sci, ramponi, piccozza, moschettoni, corde e mente libera, che la cosa non mi ha mai pesato. Anzi. Altrimenti come avrei avuto la voglia di scalare ventiquattro volte la cima del Bianco, fare tutte le vie dolomitiche, aprirne una nuova anche in Madagascar? Per me è un piacere accompagnare le persone alla scoperta di qualcosa di nuovo, avvicinare bambini e ragazzi a una dimensione fatta di consapevolezze vere come la roccia cui si sta attaccati. Così quando il Perla mi ha chiesto di far parte della squadra ho accettato di buon grado. Oltretutto da ragazzo ho fatto la scuola alberghiera e ho avuto la fortuna di lavorare in posti come il Savoy, quindi so cosa significa quando si parla di buone maniere. Dimenticate la guida un po’ orso e un po’ lupo solitario. La condivisione è la base di tutto. Nel rispetto della montagna e di chi ci vive. Quindi ce n’è per tutti. Dai bambini che vogliono imparare ad arrampicare fino all’ospite che vuole cimentarsi con la parete sud della Marmolada, il nostro programma di iniziative contempla ogni tipo di richiesta. Ferrate, ghiacciai, pareti di roccia. E ancora fuori pista con gli sci, cascate di ghiaccio e ciaspole d’inverno. L’ospite, grande o piccolo che sia, che vuole essere accompagnato su e giù per le magnifiche Dolomiti adesso può contare sulla guida di Casa. E mentre decidete quale tipo d’impresa volete affrontare, io mi alleno come sempre. La forma fisica è una forma di piacere, oltre che un dovere basilare. Allora forza, vi aspetto per metterci con il naso all’insù, a guardare dal basso verso l’alto lo spettacolo magnifico della montagna che si staglia di fronte a noi. Per poi iniziare ad accarezzarla con le dovute maniere, rispettandone il respiro, ammirandone la bellezza.

Pippo