This is not a cliché.

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28 Giugno 2014

Ricordare la guerra, pensare alla pace

Se penso alle gavette, al gelo, al caldo terribile, alla violenza, alla sofferenza atroce, alla morte di migliaia e migliaia di giovani per una stupida guerra, la vena creativa mi si chiude e difficile è immaginare qualcosa di positivo. Guardo le montagne che mi circondano. Proprio qui hanno costretto a combattere ragazzi e uomini che nemmeno sapevano che esistessero queste montagne. Le hanno scheggiate, forate, scavate, bombardate. Sembra quasi impossibile crederlo. Eppure così è stato. 
 „Quest’anno l’iniziativa  ‚In vetta con gusto’ è dedicata alla commemorazione del centenario della Grande Guerra.“
Ma le montagne sono forti e sono molto più grandi della stupidità umana. E da questa grandezza, da queste guglie maestose traggo la forza per pensare positivo e dare il mio piccolo contributo all’iniziativa ‘In vetta con gusto’, quest’anno dedicata alla commemorazione del centenario della grande guerra. Mi sembra una bellissima idea, un modo non solo per ricordare ma per sensibilizzare sugli orrori della guerra, che purtroppo l’uomo continua a fare in troppe parti della nostra terra. 
Assieme agli chef stellati Norbert Niederkofler e Matteo Metullio preparerò un piatto ispirato agli alimenti semplici e umili che i giovani consumavano al fronte.La mia gavetta sarà composta di stinco di maiale affumicato accompagnato da fagioli in umido e patate. Un piatto robusto, generoso e nello stesso tempo ricco di suggestione. Sul fronte austriaco i soldati ricevevano un rancio basato prevalentemente sulla carne, su quello italiano il rancio era a base di carboidrati. La mia ricetta vuole simbolicamente unire le due gavette, in un inno alla pace, alla fratellanza, alla voglia di vivere godendo dei frutti che la terra ci offre generosamente. 
L’evento di presentazione dell’iniziativa organizzata dal Consorzio dell’Alta Badia si terrà il 27 giugno alla Casa Forestale Sarales sul passo Valparola.
Dalle ore 12, insieme agli altri colleghi, prepareremo i nostri piatti che verranno consumati nelle vecchie gavette. Dopodiché ogni ricetta troverà ospitalità per tutta l’estate in alcuni rifugi della zona. Per chi volesse assaggiare il mio stinco pacifista può andare al rifugio “i Tablà”, nome ladino che significa fienile nel quale i contadini depongono il fieno durante l’inverno. Un ambiente accogliente, dal gusto tradizionale a duemila metri di altezza con una bellissima terrazza per prendere e godere del sole che qui quando risplende è una meraviglia.
Luce, prati, silenzio e montagne: che la bellezza di questi luoghi protegga per sempre le anime dei tanti, troppi giovani morti per un’insulsa guerra.

Arturo Spicocchi