This is not a cliché.

Giugno 2015

L M M G V S D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
Ieri
Domani
25
Giovedì,
25 Giugno 2015

Sono così tante le moto di Ernesto che non si sa più dove metterle. E se ogni moto ha la sua storia, allora qui non si finisce più di raccontare…
E nemmeno a muoverle: non ci riusciamo più.

Si potrebbe iniziare con la NSU tedesca del 1946, o con la Guzzi Airone Superalce, o le Harley Davidson, o le Galletto, o le Capriolo, o le BSA, o le Moschito, o le Lambretta e poi continuare all’infinito perché in questo garage, trasformato in un autentico museo delle moto, sai quando inizi a stupirti ma non sai quando smetti. E ti viene il dubbio che non si finisca mai di rimanere con la bocca spalancata. Però è bello ascoltare Ernesto Costa, classe 1931, che inizia a raccontarti di quella moto e sai che sta raccontandoti un pezzetto della sua vita. Con quegli occhi vispi che contagiano. Sono centoventicinque, tutte funzionanti, tutte bellissime. E quando mi avvicino alla Java rossa, una moto cecoslovacca che saprebbe portarti ancora in giro per il mondo, mi vengono in mente Cochi e Renato con la loro canzone sulla moto, ‘oh guarda è un’occasion, è una moto da campion’, e sorridendo penso che Ernesto non avrebbe sfigurato in mezzo a quei due, a cantare, suonare, ballare e a raccontare storie inverosimili, realmente accadute. Andando in moto, naturalmente.