Il fascino di questo posto
non sta in quello che c'è
ma in quello che manca.

This is not a cliché.

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Martedì,
26 Gennaio 2016

L'archivio

Quando si aprono i vecchi cassetti accade sempre qualcosa di magico. E’ come giocare con la lampada di Aladino. Fuoriesce il fumo della memoria, intrappolata per troppo tempo nella polvere degli anni.
"Archiviare è come spolverare i ricordi dalla polvere degli anni."
In occasione della ristrutturazione degli uffici dell’Hotel, anche l’archivio è in via di risistemazione. Insieme ad Artur e Verena, mi sono preso la briga di guardare il passato della Casa, toccarlo con mano e sistemarlo in modo più razionale in scatole dedicate, contrassegnate in piena regola e posizionate in buon ordine in una stanza dedicata. Così le vecchie cartoline, alcune risalenti agli anni cinquanta, le abbiamo raggruppate e sistemate per bene. Che effetto vedere Corvara mescolata in vecchi colori pastello, la Casa dipinta come fosse un acquerello, il bianco della neve e gli sci di legno. Che emozione ripassare fra le mani i depliant che raccontano la storia di una Casa in continua crescita, che ha saputo attraversare momenti drammatici e rifarsi nuova, sempre più bella, più ospitale e piena di vita. E’ incredibile accorgersi di come le cose cambino. Guardo i vecchi cliché per la stampa tipografica e li fotografo con il mio cellulare. Non sembrano nemmeno oggetti di modernariato. A volte il tempo sa essere implacabile. Ci sono anche i vecchi negativi, oggi soppiantati dal digitale, arrotolati su loro stessi come se il tempo fosse una spirale in celluloide. Per non parlare delle diapositive, che probabilmente i ragazzi più giovani non hanno mai visto. Ci sono i progetti di costruzione, di ristrutturazione, una meraviglia: sono fogli pieni di aspettative, di energia positiva, di sogni in divenire. Ci sono le fatture, le carte da lettera intestata, i fogli dell’amministrazione. Ci sono i menù e le liste dei vini scritti a mano: il cuore sussulta nel vedere come il vecchio buon canederlo resista all’ingiuria degli anni e leggere che una Goulaschsuppe negli anni settanta costava 350 lire. Per non parlare dello strudel: 200 lire la porzione. E le bottiglie di Sassicaia, autentico fiore all’occhiello della casa? Adesso molte di loro sono archiviate, a proposito, nella nostra grande cantina. Ci sono i libri degli ospiti e fra modelle famose, attrici e attori di Hollywood, scrittori e artisti vari, imprenditori e sportivi di rango, un nome mi colpisce ancora oggi: quello di Sandro Pertini. E’ uno strano esercizio quello dell’archiviare, catalogare, selezionare. E’ difficile perfino liberarsi di fogli e scartoffie oramai del tutto inutili. Sono comunque piccoli frammenti che un tempo ebbero un pur breve significato. Il vero pericolo, quando si scartabella fra scatole, contenitori, cassette piene di cose, è essere risucchiati nel vortice dei ricordi, che se anche non hai vissuto direttamente, comunque ti trascinano in un mondo parallelo. E allora guardo fuori dalla finestra, come a prendere una boccata d’ossigeno. E vedere fuori le case, gli alberi, le strade, l’impianto della funivia mi tranquillizza. Lo so, la vita è un grande quadro fatto di tanti colori che si spandono uno sull’altro: e la vita di questa Casa è davvero meravigliosa.

Stefan Mayr