Il fascino di questo posto
non sta in quello che c'è
ma in quello che manca.

This is not a cliché.

Giugno 2014

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18 Giugno 2014

La Stüa de Michil: una wunderkammer ladina

“La Stüa de Michil è una piccola wunderkammer in legno che si colloca in un punto preciso nel meridiano delle cose che sono nello stesso tempo reali e immateriali.”
La Stüa de Michil è una piccola wunderkammer in legno, in cui candelabri, stoffe, bottiglie, vetri, cristalli, fiori, piccole tende ricamate, cassettoni, intarsi, oggetti dal sapore antico, cuscini, quadri che sembrano reliquie, sedie con sedute in velluto o con schienali avvolti in candidi tessuti si fissano come d’incanto in due stuben del 1600 fedelmente e sapientemente reinstallate.
La Stüa si colloca in un punto preciso nel meridiano delle cose che sono nello stesso tempo reali e immateriali. In questo punto, che ha a che fare con la conservazione della memoria, sembra che l’equilibrio fra natura e artificio abbia trovato il giusto assetto. Territorio, eleganza e familiarità: la Stüa de Michil è una perla preziosa incastonata in quello scrigno incantevole che ha per nome Dolomite. Ed è per me un onore fare il maître in questa Casa. Ho dovuto fare il giro del mondo prima di approdare alla Stüa de Michil. Come un marinaio, sebbene sia nato a Ortisei, sono salpato verso i mari del Sud per raggiungere le isole della Nuova Zelanda. Un ladino fra i maori. Ma sempre caro mi fu quest’ermo colle, quindi sono tornato a naufragare dolcemente fra i monti pallidi. E con me ho portato un mare di musica. Elettronica, dub, band neozelandesi, jazz, ambient: non pongo limiti o confini al mio mappamondo sonoro. Non è un caso che sia io a curare la colonna sonora della Stüa. Se è per questo, curo anche tutto l’aspetto tecnologico della Casa. Eppure nessuno mi scambia per un nerd. Mi occupo anche della stesura del bilancio della Casa basato sui criteri dell’Economia del Bene Comune. E poi dicono che noi montanari non siamo gente eclettica.

Manuel Dellago