Il fascino di questo posto
non sta in quello che c'è
ma in quello che manca.

This is not a cliché.

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12 Gennaio 2018

Gaudì, il cane ‘azulejo’ di Casa

Non ne volevo più sapere, eppure eccomi di nuovo qui, con un cucciolo che mi riempie di gioia.
Gaudì è il nuovo cucciolo di Casa, un labrador che Anni ed Ernesto mi hanno regalato dandomi una felicità che, dopo l’uscita di scena di Yuk, non avevo la minima intenzione di rivivere.
Gaudì è un azulejo biondo. Ha il manto dorato e una coda che scodinzola come un sortilegio di euforica vitalità. Gaudí sorride e gioca con benevolenza. Gaudí è candido come la neve, che ha appena scoperto. Perché Gaudí è un cucciolo nato in primavera e questa neve caduta dal cielo è la prima che fiuta. La calpesta annusandola, scivolando e pattinando con la felicità tipica di un bambino che s’intrufola di soppiatto in una nuova dimensione ludica. Dal suo naso umido sbuffano aliti di gioia. E le orecchie a penzoloni sembrano grandi foglie di lattuga che si agitano sotto i colpi del freddo che solo la bella montagna sa regalare. Gaudí annusa, Gaudí lecca, Gaudí sbuffa simpatia da ogni poro. Con le zampe anteriori saluta e con il muso scardina lo spazio e il tempo alla ricerca di un momento continuo, perpetuo, di assoluta vitalità. Gaudí è il nuovo cucciolo di Casa, un labrador che Anni ed Ernesto mi hanno regalato dandomi una gioia che, dopo l’uscita di scena di Yuk, non avevo la minima intenzione di rivivere. Come se il ricordo di un cane tanto amato mi negasse ogni altra possibilità. È vero, a questo servono le persone care: a farti uscire da certe situazioni di impasse che inibiscono qualsiasi sentimento. Mi ero detto: dopo Yuk me ne starò da solo, nessun cane mi farà più compagnia. Mi difendevo: dal dolore, dall’idea di una vita passata che inesorabilmente non tornerà più. Per fortuna in questo mondo esiste un po’ di magia, e la magia di certe persone è un valore incalcolabile. Ed eccomi qui con un nuovo cane, che cresce a vista d’occhio come quegli spicchi di luna che notte dopo notte si fanno pieni di un tutto così libero, musicale, vitale. E allora è bello tornare a portare a spasso un cane, è bello farlo sentire partecipe della mia vita, è bello dirgli di stare tranquillo nel negozio di Casa, di non fare schiamazzi lungo i corridoi, di non importunare gli ospiti che invece non desiderano altro che accarezzarlo, spupazzarlo, coccolarlo. E lui che sguazza felice. Sì, lo guardo e mi commuovo. Perché la vita quando è piena di piccole dolci cose è capace di elargire spicchi di felicità ormai così rari in questo mondo un po’ barbaro. Gaudí come un ramo che vibra sotto gli scrosci di pioggia. Gaudí che si arrampica verso il cielo, inseguendo la costellazione del Cane. Gaudí che abbaia bisbigli nel mio cuore bambino. Gaudí che sa farsi voler bene da tutti, perché si sa, i cani sono i migliori amici dell’uomo. Oh, come sarebbe bello se gli uomini fossero un po’ più amici degli animali. Benvenuto Gaudí in questa Casa che quando c’è la neve risplende davvero come un azulejo smaltato. Proprio come te. Ecco, il tuo pelo mormora al vento ed io seguo il tuo caracollare dorato e mi ritrovo, grazie a te e proprio come te, ad annusare la scia del vento dei giorni in transito. Dai Gaudí, andiamo a fare una bella passeggiata.

Stefan