This is not a cliché.

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16 Febbraio 2017

Cherta dl Bar

Il ladino imparato sui banchi del...bar!
La carta del bar Ladinia è un prontuario di lingua ladina bello e buono. Soprattutto buono per tutte le cose che ci sono in lista.
Ebbene sì, c’è carta e carta. Carta o lista di bar, intendo. Ci sono quelle tutte pompose, chilometriche, elegantone, smisurate, con copertine imbottite e caratteri graziati, e poi ci sono quelle minime, condensate, sintetiche, concentrate, ridotte, essenziali, povere, discrete, timide, della serie ‘scusa avresti voglia di bere qualcosa?’ In certi bar ci sono anche le carte per giocare, un tempo erano in quasi tutti i bar, ma questa è un’altra storia. La carta di cui voglio parlare è ovviamente la carta del bar Ladinia, un bar di montagna e che sa di montagna. Questa carta è stampata fronte/retro su un cartoncino color legno chiaro, tanto per rimanere in sintonia con i nostri ormai celebri legni scricchiolanti. La grammatura del cartoncino è abbondante, altrimenti il tipo di carta potrebbe ricordare quelle che un tempo usavano i macellai per incartare la carne. E che mia madre inzuppava d’acqua per curarmi quando tornavo a casa con le ginocchia sbucciate. Ma non è questo il punto. Il punto è che la carta del bar Ladinia è un prontuario di lingua ladina bello e buono. Beh, soprattutto buono, per tutte le cose che ci sono in lista. Perché il bar Ladinia non è solo un bar di montagna, ma è anche un bar ladino. Nomen omen. Quindi chi ci viene a trovare non solo si può rilassare in un ambiente giusto, sobrio e accogliente ma può sorseggiare, oltre al drink, alla bevanda, al tè, termini che spaziano nel tempo e riempiono l’anima. Vins al got. Facile, vino al bicchiere. Musiga dal vì. Solo al mercoledì. E che musica. Dalle 18 alle 20 e 30. Giulan miscela. Che non è quella che una volta si metteva nei motorini ma un miscuglio di spuma della Plose, non scherziamo, e vino rosso, di solito vernaccia, o vino bianco. Poi ci sono le boandes, e sembra di essere a metà tra l’Iberia e la Lusitania, magia della lingua che vola di qua e di là delle montagne. C’è anche la bira, dedicata ai nostri amici romani. E c’è la parte di carta filosofica: digestifs y ega de vita. Ega de vita. Roba seria. Qui si viaggia forte con prodotti ladini, dell’Alto Adige e provenienti anche da altre parti dell’arco alpino. Valtellina e Piemonte in particolare. Del resto sono un piemontese e il genepy della Val Varaita e la ratafià di Andorno non possono mancare. Il bar Ladinia è sì un bar ladino ma sa guardarsi intorno senza troppi scrupoli. Poi ci sono le storie di Cesco, il fondatore di questa casa che è anche la prima pensione di Corvara con tanto di licenza numero uno. Siamo nel 1930. Cesco vedeva lontano, per questo gli abbiamo dedicato il nostro aperitivo della casa, a base di vodka Xellent e spuma. C’è un’altra cosa che mi preme sottolineare: il bar è accanto alle piste da sci. All’ingresso, prima di entrare, c’è il porta-sci. Quindi, caro sciatore, cosa vuoi di più? Togli gli sci, li appoggi al porta-sci e il gioco è fatto: entra a scaldarti, rilassarti, ritemprarti in un ambiente che ha tutto quello che serve per farti stare bene. Gentilezza, cordialità e una carta che parla da sola. In ladino, ovviamente.
Ps. Il Ladinia non è solo un bar ma anche ristorante aperto mezzogiorno e sera con piatti ricavati dalla tradizione ladina. I ves aspetun!

Nicolò