Il fascino di questo posto
non sta in quello che c'è
ma in quello che manca.

This is not a cliché.

Settembre 2018

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Sabato,
15 Settembre 2018

Cadono le foglie, volano i colori

L’autunno in Dolomite non è affatto una stagione morta, è più viva che mai: è proprio in questa stagione che è possibile assaporare il fascino della montagna di un tempo lontano. E proprio per questo che il Ladinia rimane aperto per voi, cari ospiti
Gli impianti non funzionano, sulle strade non c'è confusione, nei paesi poche sono le persone. ed è così che la montagna può respirare un po' di pace, ritrovare quella serenità dopo le fatiche dell'estate o prima che la stagione invernale irrompa con tutta la sua spavalderia. 
Parliamo di luce. O di colori. Parliamo di silenzio, intimità, emozioni. Parliamo anche di musicalità: le note che danzano nell’aria rarefatta dell’autunno dolomitico hanno un’armonia del tutto particolare. Perché solo in questa stagione ci si può avvicinare a quel senso di montagna come una volta. Senza nostalgia o retorica. Semplicemente perché gli impianti non funzionano, sulle strade non c’è confusione, nei paesi poche sono le persone: ed è così che la montagna può respirare un po’ di pace, ritrovare quella serenità dopo le fatiche dell’estate e prima che la stagione invernale irrompa con tutta la sua spavalderia.
Torniamo alla luce: è mattino presto. L’aria pungente pettina le rocce come una mamma fa con il suo bambino prima di mandarlo a scuola. Il cielo azzurro fa stropicciare gli occhi ed è spontaneo respirare profondamente. È pomeriggio inoltrato. Le rocce assorbono la luce del sole che tramonta per rimandarla nei nostri cuori. Che si fanno arancioni di gioia. Ed ecco che entrano in ballo i colori. Le rocce rosa dell’enrosadira, fenomeno che ha del soprannaturale, evocano le pennellate del Tiziano, non a caso un cadorino. E dietro, a sfumare, il cielo terso che dall’azzurro passa all’indaco al viola, al rosso fuoco. E poi i larici che danzano nel bosco come fossero pellerossa che si divertono a indossare abiti sempre diversi. Il giallo, l’arancione e il rosso. Felicità per i galli cedroni, le volpi, i cervi e i caprioli. Felicità anche per noi che qui viviamo e ci ostiniamo a rimanere aperti fino al 4 novembre, quando tutto intorno chiude. Ma non si preoccupi, caro o cara ospite, da noi non soffrirà di solitudine. Vivrà solamente in santa pace uno dei momenti più belli che la montagna sa offrire durante tutto l’anno: l’autunno in Dolomite rasenta la bellezza più pura e seducente ed è bello camminare sui sentieri e sentirsi lupi solitari in grado finalmente di percepire i suoni della natura. Il torrente scroscia, le cime degli alberi ronzano, gli animali scalpitano nel bosco e le nuvole cantano. Ha mai sentito cantare le nuvole? Beh allora deve proprio venire a trovarci, caro o cara ospite: non le faremo mancare nulla nel nostro rifugio con la stufa accesa e le cose buone da mangiare e il buon vino da bere e i mercoledì con musica dal vivo e i soffici cuscini adagiati sul letto. E come è bello infilarsi sotto il piumone e sentirsi anche solo un minuto il re o la regina della montagna. Noi la aspettiamo a braccia aperte, caro o cara ospite, con il sorriso consapevole che una volta varcata la soglia del nostro rifugio lei sarà felice come una pasqua. Anche se siamo semplicemente in autunno.

Nadine