Il fascino di questo posto
non sta in quello che c'è
ma in quello che manca.

This is not a cliché.

Dicembre 2016

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Giovedì,
15 Dicembre 2016

Batadù: Più lo giochi, più ti tira su

Tra i corsi in voga in Casa ce n’è uno dedicato al gioco più diffuso nelle osterie della valle
Eh sì, qui ci si prende cura anche dei collaboratori. La stagione è lunga, i più vengono da lontano, i ritmi sono tosti ed è giusto fare qualcosa perché il tempo non sia solo lavoro
Uno pensa che la vita in un Hotel sia fatta di un tran tran trito e ritrito: accoglienza, ristoro, colazione, la spa, il bar, gli aperitivi e poco altro. Invece non è affatto così: nella nostra Casa non manca certo lo spirito d’iniziativa e le attività che si svolgono sono molteplici e non solo rivolte agli ospiti. Eh sì, qui ci si prende cura anche dei collaboratori. La stagione è lunga, i più vengono da lontano, i ritmi sono tosti ed è giusto fare qualcosa perché il tempo non sia solo lavoro ma anche condivisione, conoscenza reciproca, amicizia e, perché no, divertimento. Ecco che allora abbiamo pensato a dei corsi non solo legati agli aspetti lavorativi, come la sicurezza, le buone maniere, o la conoscenza diretta dei fornitori, ma anche di puro intrattenimento come la storia del rock o il batadù. Non sapete cos’è il batadù? E’ un gioco di carte diffuso nella Ladinia. E’ il classico gioco che si fa nelle osterie, nei bar, nelle case. Una volta era molto in voga, e adesso sta tornando incredibilmente di moda. E’ bello vedere i ragazzi di oggi giocarlo come un tempo facevano i nonni. Bel segno in epoca di dipendenza diffusa da smartphone. Ed è così che mi è stato chiesto di organizzare un corso di batadù in casa per insegnare ai ragazzi che qui lavorano un bel gioco ladino, fatto di furbizia, scaltrezza, ingegno e intuizione. Proprio come tutti i giochi di carte da osteria. La prima difficoltà è spiegare le carte salisburghesi a chi di solito usa le piacentine. Però i ragazzi sono svegli e subito prendono dimestichezza con ghiande, foglie, cuori e palle e dimenticano denari, coppe, spade e bastoni. Poi vai a spiegare che la carta che chiamiamo weli non è proprio un jolly, ma quasi. Dipende dal giocatore: può valere tutto o niente. Si gioca a coppie. Segni e parole sono vietati. Basta non farsi scoprire. Vince la coppia che fa più punti. E se volete sapere davvero come si gioca, fatecelo sapere, la prossima volta apriamo il corso anche agli ospiti. Oppure venite il 25 novembre qui a Corvara che si festeggia Santa Caterina, la patrona del paese. Si organizzano tornei su tornei di batadù e per un principiante è come andare all’università. Se devo pensare al posto migliore dove giocare a batadù qui da noi penso al Ladinia. Dimensione perfetta: quattro amici, un bel giro di ‘miscele’ e via col gioco. Non sapete nemmeno cos’è la miscela? Vabbè vi devo spiegare proprio tutto. Fate così, andate al Ladinia e chiedete a Nicolò una miscela. Ve la servirà con un bel mazzo di carte.

Fabian