Il fascino di questo posto
non sta in quello che c'è
ma in quello che manca.

This is not a cliché.

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Venerdì,
15 Settembre 2017

Autunno al Ladinia, altroché foglie morte

Chi dice che in autunno in montagna non c’è niente da fare, sbaglia di grosso: sono questi i giorni in cui le Dolomiti recuperano l’autenticità smarrita, tutta da scoprire
Fino al 2 novembre il Ladinia tiene aperte le sue porte ad alpinisti, escursionisti, ciclisti, viaggiatori, amanti del bello, della buona tavola, del buon vino, della pace che regna sovrana. V’aspetun!
Quante volte ho sentito dire che in autunno la montagna è un deserto desolato. Che tutto è chiuso e non c’è niente da fare. Che è come vivere in un limbo sospeso a metà: non c’è ancora la neve per sciare, non ci sono più le lunghe giornate per starsene a spasso. Non è affatto così: le Dolomiti in autunno sono uno spettacolo da vivere pienamente, senza indugio alcuno. Altroché foglie morte, sto parlando di vita piena, ricca, meravigliosa, che merita di essere scoperta. Prendiamo i larici, ad esempio. Mutano di colore che è un piacere, dal verde al rosso al giallo, e ogni volta che li guardi ti si stringe il cuore. Prendiamo il tempo, quello che ognuno di noi può e deve prendersi: è in autunno che la montagna recupera l’autenticità smarrita, fatta di silenzio e pace infinita, è in autunno che il tempo trascorre lieve immerso nell’aria limpida. E poi non è vero che non c’è niente da fare, proprio no. Se i rifugi sono chiusi, basta infilare un panino in più nello zaino e iniziare a camminare sui sentieri della bellezza per immergersi in una natura che proprio in questi mesi offre il meglio di sé. Il silenzio finalmente regna sovrano, interrotto pacificamente dal canto degli uccelli, dagli aliti del vento, dallo scrosciare dei torrenti. Le rocce e le guglie si tingono di rosa al tramonto, in uno spettacolo mozzafiato. Non c’è malinconia in questa solitudine e una nuova consapevolezza può nascere in noi: la pace si sovrappone alla frenesia, gli occhi ammirano il mondo in un’altra prospettiva, il respiro si fa più profondo, corroborato da un’aria più rarefatta, le orecchie ascoltano melodie dimenticate e il cuore trova un ritmo lento, regolare. E poi il caos estivo sui passi dolomitici svanisce d’incanto e il Sellaronda per gli amanti della bici si fa speciale. Senza dimenticare gli altri passi: il Falzarego, il Valparola, il Giau. Pedalare su queste strade quando le auto e le moto si contano sulle dita è uno spettacolo senza paragoni. E poi la stufa accesa, la colazione con il profumo del pane fresco, l’aperitivo di fronte al Sassongher, il pranzo e la cena dal gusto ladino, la cordialità che si trasforma nella più pura ospitalità sono gli ingredienti del buon vivere in montagna. Ecco perché siamo aperti in autunno, ecco una buona ragione per venirci a trovare. Noi rimaniamo aperti proprio perché voi possiate godere di tanta bellezza. Fino al 2 novembre, pranzo e cena e mercoledì come sempre musica dal vivo, il Ladinia tiene aperte le sue porte ad alpinisti, escursionisti, ciclisti, viaggiatori, amanti del bello, della buona tavola, del buon vino, della pace che regna sovrana. V’aspetun!

Nicolò