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Domenica
16 Agosto 2020

Il vero lusso non è quello che si prende, ma quello che ti è servito

Il mio sogno, qualche tempo fa, era poter gestire la carta dei vini di casa. E si è avverato. Poi, con mia enorme soddisfazione, sono diventato il maître della Stüa de Michil. Dopodiché, come un vino che lentamente matura nel tempo, mi è stato chiesto di gestire tutti i servizi di sala delle varie Case, Ladinia e L’Murin compresi. Queste sono le opportunità che offre una gestione aziendale aperta e che guarda sempre avanti. E allora giulan, come si dice qui. E quest’anno, per le ragioni che sappiamo, abbiamo dovuto affrontare nuove sfide, soprattutto per quello che riguarda il servizio a buffet. Che nella percezione di tutti è una sorta di talismano, di totem inamovibile, di vera e propria istituzione. Noi, invece di pensare alle monoporzioni, alle confezioni in plastica e a tutte quelle diavolerie abbiamo voluto compiere una vera e propria rivoluzione. Grazie anche all’aiuto e all’intraprendenza di Gaetano, detto il trivela come quel portoghese spuntato che ha giocato anche nel nostro campionato e non chiedetemi il perché, abbiamo ribaltato gli schemi: non più l’ospite che va alla montagna, o meglio al buffet, piuttosto leccornie, ghiottonerie e prelibatezze servite al tavolo. Colazione à la carte, c’è qualcosa di meglio? La fetta di salmone o di speck o di torta tagliata al momento: il vero lusso è farsi servire e non abbuffarsi al tavolo. E già, ancora una volta in Casa abbiamo realizzato un servizio di altissima qualità. E dopo le prime titubanze, anche l’ospite ha capito, o meglio, ha gradito.

Paolo, Service Supervisor